È frequente la confusione tra grafico e artista, o ancora tra grafico e pubblicitario.
Nonostante il grafico possa fare occasionalmente il pubblicitario, o essere considerato anche un artista, occorre tenere ben presenti gli elementi distintivi e quelli comuni, soprattutto quando non si conoscono l’ambito di lavoro specifico e i suoi limiti.

Il grafico, il pubblicitario, come lo specialista di packaging o di branding, hanno in comune il linguaggio e molte tecniche che si trovano anche nelle arti figurative. Usano elementi del linguaggio visivo per comunicare, il carattere per scrivere e dare una forma alla scrittura, l’immagine, il colore, la composizione e gli stessi mezzi, tradizionali o digitali. Il pubblicitario si occupa di una forma di comunicazione molto legata al marketing e ai risultati a breve termine, lo specialista di packaging progetta imballaggi, lo specialista di branding cura la creazione dell’immagine di marca, ma non è detto che un grafico faccia anche il pubblicitario o il packaging.

L’artista, come lo si conosce nella civiltà occidentale, in genere lavora da solo, con l’obiettivo di esprimere se stesso, e produce opere che hanno una carica estetica o percettiva al fine di stimolare intellettualmente il pubblico. È libero di esercitare la creatività, a costo di essere frainteso o non capito. Al contrario, il grafico lavora sotto le direttive di un cliente che lo finanzia e ha scopi propri e definiti; se il grafico è abile saprà esprimere la propria personalità senza venir meno alle richieste del committente.

L’artista prosegue sul suo cammino di ricerca anche a costo di non vedere risultati immediati e non essere capito. L’obiettivo primo di un grafico è di farsi capire dal destinatario del messaggio che è chiamato a produrre, e la sua ricerca non è mai fine a se stessa o pura espressione personale.

L’artista può avere conoscenze e abilità tecniche più o meno raffinate e realizza opere che portano la sua firma; risponde solo a se stesso circa la coerenza dell’opera, il rispetto dei costi e dei tempi di produzione. Il grafico deve conoscere in modo perfetto i metodi di realizzazione, le tecniche e i materiali di produzione perché il suo progetto possa rientrare nei parametri prefissati di costi e nei tempi previsti. Possiede la proprietà intellettuale della sua creazione, ma in genere non appone sull’opera la sua firma, come l’artista. Sarà il nome, la firma del committente, a prevalere.

Tratto da: Fare Grafica Cap 4

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